La storia di Santa Rita, del capitello di Val Morel e del quadro realizzato da Dino Buzzati e una delle vicende piu affascinanti del rapporto tra l’autore e il territorio bellunese. Il dipinto con il ritratto di Santa Rita fu molto probabilmente l’ultimo quadro realizzato da Buzzati prima del ricovero nella clinica milanese dove sarebbe morto il 28 gennaio 1972. L’opera era destinata alla comunita di Limana e al capitello costruito per accoglierla. Dopo la morte di Buzzati, il quadro arrivo in Val Belluna grazie alla vedova Almerina e venne collocato nel sacello. Nell’estate del 1987 fu rubato e poi restituito all’inizio del 1988; da quel momento l’originale venne conservato in Municipio, mentre nella cappella fu collocata una copia fotografica. Il recente restauro ha restituito leggibilita all’opera, compromessa da anni di esposizione agli agenti atmosferici e dal naturale degrado dei materiali. L’intervento ha permesso di recuperare la forza narrativa e visiva del dipinto, nel quale Santa Rita appare circondata dai miracoli e dalle rose, al centro di una composizione che unisce devozione popolare, racconto fantastico e linguaggio quasi fumettistico. Questa vicenda sembra essa stessa un racconto buzzatiano: un autore immagina una santa, dei miracoli e una cappelletta su un pendio di montagna; poi la cappelletta viene davvero costruita, il quadro viene rubato, restituito, dimenticato in parte dal tempo e infine riportato alla luce.